Ecco un esempio di come le problematiche relative alla comunicazione ci riguardano da vicino. Giorni fa, dopo aver chiamato ripetutamente la nostra banca all’unico numero presente sulla carta intestata e sul sito web, senza avere risposta, decido di andare direttamente in filiale. Mi sposto con i mezzi pubblici e arrivo 15 minuti prima della chiusura, entro con difficoltà (non si accettano più utenti in cassa per un surplus di lavoro… chiarisco che non ho bisogno della cassa e finalmente sono ammessa), e spiego di cosa ho bisogno. Apprendo che per vari motivi burocratici non posso ottenere quello che mi serve e faccio notare all’impiegata che se qualcuno avesse risposto al telefono avrei evitato un viaggio a vuoto. Lei mi risponde con tono alterato che la cassa è intasata e che “quello è il numero del centralino” (sinonimo di “nessuno-vi-risponderà-mai”?). Nella mia ingenuità le consiglio quindi di far presente ai suoi superiori, anche nell’interesse degli impiegati, che per mantenere un rapporto corretto e civile con gli utenti sarebbe opportuno mantenere attivo il canale di comunicazione indicato nei loro documenti pubblici… che un telefono a cui nessuno risponde equivale a una porta chiusa… ma l’impiegata continua a ripetere a voce sempre più alta le stesse frasi dimostrando disinteresse per la soluzione del problema… me ne vado con un certo nervosismo e mi incammino verso la fermata dell’autobus con la sensazione di aver buttato alcune ore della mia vita e di aver sprecato tanta energia. Alzo gli occhi al cielo… siamo in Italia, almeno è una bella giornata di sole…
